Regime fiscale Spagnolo

Spagna

Dall’1 gennaio 2015 sono state introdotte alcune ulteriori modifiche alle aliquote dell’imposta sui redditi delle persone fisiche

bandiera spagna

Il territorio spagnolo è costituito dalla Spagna continentale, le Isole Baleari, le Canarie e le enclavi di Ceuta e Melilla in Marocco. In base a quanto previsto dalla normativa fiscale vigente, sulle persone fisiche residenti in Spagna si applica l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Impuesto sobre la Renta de las Personas Fìsicas, Irpf) secondo il principio del worldwide income. Sulle persone fisiche non residenti grava l’imposta sul reddito dei non residenti (Impuesto sobre la Renta de los No Residentes, Irnr) che incide soltanto sul reddito prodotto nel territorio dello Stato. Una persona fisica è considerata è residente se trascorre più di 183 giorni dell’anno fiscale in Spagna o se il centro principale o la base della sua attività professionali o di interesse economico è localizzata sul territorio.
Le società residenti in Spagna sono soggette all’imposta sui redditi societari (Impuesto sobre Sociedades, IS) che si applica secondo il principio del worldwide income. L’imposta sul patrimonio (Impuesto sobre el Patrimonio) è stata abolita in Spagna dal 1° gennaio 2009 poi reintrodotta su base temporanea per gli anni 2012 e 2013 e poi abolita dall’ 1 gennaio 2014.

Il sistema fiscale e i livelli di governo
La Spagna ha un sistema fiscale quasi federale, con tre livelli di governo. In Spagna una parte dell’imposta sulle persone fisiche viene ceduta alle comunità autonome e conseguentemente il processo di liquidazione dell’imposta è composto da due fasi: una statale e una complementare. I governi regionali ricevono una quota significativa del gettito fiscale complessivo (33% del reddito delle persone fisiche, il 35% di Iva, il 40% delle accise sugli idrocarburi, tabacco, birra e alcolici; il 100% di accise su energia elettrica e registrazione degli autoveicoli). Le entrate fiscali indirette vengono trasferite in base a un indice di consumo del territorio. Le aliquote Irpef possono essere modificate dai governi regionali anche se la struttura conserva la progressione e la suddivisione in scaglioni di imposta. Il ricavato delle imposte sulle successioni e sulle donazioni, l’imposta di registro e le tasse sulle lotterie e gioco d’azzardo è interamente assegnato ai governi territoriali. Nel caso in cui la spesa stimata dovesse superare i potenziali ricavi, il governo regionale riceve un trasferimento compensativo da parte del governo centrale.

Le principali categorie di reddito
In Spagna esistono cinque categorie di reddito:

  • di lavoro;
  • di capitale;
  • redditi di esercizio di attività economiche;
  • i guadagni e le perdite patrimoniali;
  • le imputazioni di reddito stabilite dalla legge.

La tassazione delle persone fisiche 

Il riferimento normativo che disciplina l’imposta sulle persone fisiche è la Ley 35/2006 e il regolamento contenuto nel Real Decreto 439/2007. Alle persone fisiche residenti in Spagna si applica l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Impuesto sobre la Renta de las Personas Fìsicas, Irpf) secondo il principio del worldwide income. Sulle persone fisiche non residenti grava l’imposta sul reddito dei non residenti (Impuesto sobre la Renta de los No Residentes, Irnr) che incide soltanto sul reddito prodotto nel territorio dello Stato. Per essere considerati fiscalmente residenti in Spagna bisogna risiedere per più di 183 giorni durante l’anno solare oppure aver stabilito in Spagna il centro dei propri interessi economici o la propria attività imprenditoriale o professionale. L’imposta sul reddito delle persone fisiche è un tributo personale e diretto ispirato ai principi di uguaglianza, generalità e progressività. Il reddito tassabile delle persone fisiche comprende i salari, gli stipendi, i redditi d’impresa o da attività professionale e il reddito passivo come dividendi, interessi e plusvalenze.
Per ridurre il deficit, il governo spagnolo ha deciso di aumentare le aliquote fiscali sul reddito per il 2012. Una misura temporanea e di emergenza che, in linea di principio, introdotta dal 2012 è stata estesa fino alla fine 2014.  Una sorta di “aliquota fiscale complementare” che trova applicazione al reddito delle persone fisiche. Le aliquote fiscali complementari variano dallo 0,75% per la prima fascia di reddito al 7% per i redditi superiori a 300mila euro.
Dall’1 gennaio 2016 le aliquote generali delle persone fisiche variano dal 19 al 46% e la percentuale dell’aliquota varia a seconda della regione di residenza. L’aliquota totale è la somma di quella statale e di quella regionale che varia tra le diverse regioni della Spagna (comunità autonome). Per i non residenti dal primo gennaio 2015 l’aliquota è scesa al 24% fino ad arrivare al 19% se il contribuente è residente in uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio Economico Europeo.

La tassazione delle persone giuridiche
Il riferimento normativo che disciplina l’imposta sui redditi societari (Impuesto sobre sociedades) è il Real Decreto Legislativo 4/2004. Le società residenti in Spagna sono soggette all’imposta sui redditi societari (Impuesto sobre Sociedades, IS) che si applica secondo il principio del worldwide income. Il territorio spagnolo è costituito dalla Spagna continentale, le Isole Baleari, le Canarie e gli enclavi di Ceuta e Melilla in Marocco. Le società residenti in questi ultimi due territori, in Navarra e Paesi Baschi sono soggette a regimi fiscali speciali. Le società non residenti sono tali se non sono state registrate secondo la legge spagnola e non hanno la sede legale o la sede principale della gestione situata in Spagna. Queste società, come le persone fisiche, sono soggette all’imposta sui redditi dei non residenti (Irnr), quindi vengono tassate sugli utili commerciali e sui capital gains, ma soltanto in relazione al reddito di fonte spagnola. Per le società residenti, la base imponibile dell’Is è costituita dal reddito e dalle plusvalenze patrimoniali.
Dal primo gennaio 2016 l’aliquota dell’imposta sulle società residenti (Is) è pari al 25% a cui si applica una sovraimposta legata all’iscrizione alla Camera di Commercio. Sono soggetti imponibili dell’Is le società per azioni, le società a responsabilità limitata, le società holding, i gruppi di interesse economico, le fondazioni, le associazioni, le cooperative e le società di persone, il raggruppamento temporaneo di società, le società di capitale di rischio, i fondi d’investimento, i fondi pensione, per la regolamentazione o la conversione dei mutui ipotecari, per la conversione in titoli delle attività, i fondi di investimento garantiti. Il periodo d’imposta coincide con l’esercizio economico ma in nessun caso può superare i dodici mesi. Dal 2011 sono stati poi introdotte alcune novità in materia di pagamenti frazionati per le grandi aziende e non comportano aumenti impositivi. Per le piccole e medie imprese sono previste due aliquote ridotte.

L’imposta sul valore aggiunto

La Ley 37/1992 e il regolamento di cui al Real Decreto 1624/1992 disciplinano l’Impuesto sobre el valor añadido (IVA). Dal 1° settembre 2012 l’aliquota Iva ordinaria è fissata al 21% con due aliquote, ridotta al 10% e super ridotta al 4%. L’aliquota del 10% si applica a taluni beni e servizi, come ad esempio l’acquisto di una proprietà di nuova costruzione, hotel e ristoranti, prodotti per la salute, attività di intrattenimento e sport. L’aliquota del 4% si applica ai beni considerati  di prima necessità, come ad esempio alcuni alimenti e anche a prodotti di lettura (giornali, riviste, libri).
Oltre al regime generale, ci sono regimi speciali con norme Iva, come quelli per le agenzie di viaggio, oggetti d’antiquariato e la produzione agricola e zootecnica.
Alcune attività professionali sono esenti da Iva, come quelle svolte dagli istituti finanziari e assicurativi e le commissioni percepite dagli agenti, le spese mediche e dentistiche.

Nelle Isole Canarie vige un regime speciale chiamato IGIC, acronimo di Impuesto General Indirecto Canario, che si applica, con una aliquota standard del 7%. Un dazio speciale si applica poi anche alle importazioni e alle merci nelle isole Canarie. La recente riforma ha introdotto uno speciale regime del consolidato Iva applicabile a gruppi aziendali.
Dal 2 aprile 2014 l’Amministrazione finanziaria ha messo a disposizione dei contribuenti un nuovo sito web che, con aggiornamenti in tempo reale, raccoglie tutte le informazioni relative all’imposta sul valore aggiunto suddivise per sezioni. Il portale, strutturato per aree tematiche, contiene tutte le informazioni necessarie che permettono al contribuente di accedere alle procedure fiscali tradizionali e telematiche e ad altri aspetti della normativa fiscale, facilitando la ricerca.
All’interno del portale anche un’ampia sezione dedicata alla modulistica che permette a imprenditori e professionisti di reperire tutte le informazioni sulla normativa fiscale societaria e di adempiere alle formalità necessarie per la presentazione delle dichiarazioni, una disamina approfondita della disciplina relativa all’imposta sul valore aggiunto, del sistema Iva semplificato e sul reddito delle persone fisiche.

Le altre imposte

L’imposta sulle attività produttive

L’ordinamento tributario prevede poi una imposta sulle attività produttive che si applica a tutte le attività economiche gestite da persone fisiche e giuridiche. Il riferimento normativo è il  Real Decreto Legislativo 1175/1990 e dalla Ley Reguladora de las Haciendas Locales di cui al Real Decreto Legislativo 2/2004 (articoli 78 e ss.). Essa consiste in un importo forfettario stabilito dall’ente territoriale competente a seconda del territorio in cui si esercita l’attività, a cui si aggiungono o sottraggono dei coefficienti correttivi.

Imposta sugli immobili
La Ley Reguladora de las Haciendas Locales (Real Decreto Legislativo 2/2004 articoli 60 e ss.)e la Ley del Catastro Inmobiliario (Real Decreto Legislativo 1/2004) disciplinano l’imposta sugli immobili (Impuesto sobre Bienes Inmuebles) dovuta dalle persone fisiche e giuridiche proprietarie di immobili. L’aliquota stabilita varia a seconda del comune interessato.

Altre imposte indirette

Le imposte speciali di fabbricazione su alcool e bevande alcoliche, idrocarburi, prodotti del tabacco, elettricità sono le principali accise (Impuestos especiales) previste dalla Ley 38/1992 e dal regolamento di cui al Real Decreto 1165/1995. Tra le imposte indirette figura anche l’imposta sui trasferimenti patrimoniali (Impuesto sobre Transmisiones Patrimoniales y Actos Jurídicos Documentados), disciplinata dal Real Decreto Legislativo 1/1993 e dal relativo regolamento di cui al Real Decreto 828/1995. Essa prevede tre aliquote: 7%, per i beni immobili e diritti reali su immobili; 4%, per beni mobili o semimobili; 1%, per diritti reali di garanzia, prestiti e cessione di crediti.

Dichiarazioni, obblighi strumentali, versamenti
Il periodo d’imposta corrisponde all’anno solare. Per le persone fisiche la dichiarazione dei redditi deve essere presentata entro sei mesi dalla chiusura dell’anno fiscale e le persone coniugate possono scegliere di presentarla congiuntamente o separatamente. Per le società, la dichiarazione deve essere presentata e le imposte devono essere pagate entro sei mesi dalla chiusura dell’anno fiscale. Le società sono tenute a fare tre anticipi di imposta sul reddito in aprile, ottobre e dicembre di ogni anno. Ai fini Iva la registrazione è obbligatoria per le operazioni effettuate sul territorio nazionale.

 

 

 

fonte: fiscooggi.it

 

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